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Funzione renale nelle persone con HIV Articolo di Maurizio Bossola - Servizio Emodialisi Istituto di Clinica Chirurgica Univ. cattolica del Sacro Cuore
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Indice pagine
Rene: anatomia e fisiologia
I reni sono situati nella regione posteriore superiore dell'addome, ai lati della colonna vertebrale. Nell'uomo adulto ciascun rene pesa in media 150 gr, nella donna adulta 135 gr. La lunghezza media è 12 cm, la larghezza 6,5 cm e lo spessore 3 cm.
I reni presentano una ricca vascolarizzazione. Per ogni gettata cardiaca, circa il 20% del sangue fluisce attraverso questi organi; da ciò risulta che nei reni circolano in media 1.100 ml di sangue al minuto.
Ciascun rene riceve, direttamente dall'aorta addominale l'arteria renale.
Le arterie renali penetrano nel rene e si dividono progressivamente in arterie più piccole fino a formare piccole arteriose, le cosiddette arteriole afferenti che formano parte dei glomeruli, la unità funzionale principale del rene. Da questi ultimi emergono le arteriole efferenti e vasi venosi sempre più grandi che infine formano la vena renale che sbocca nella vena cava inferiore.
Ogni rene è formato da un insieme di unità elementari, i nefroni, che hanno la funzione di formare l'urina, e da un sistema di dotti escretori che convogliano l'urina verso la pelvi renale e provvedono anche a modificarne la composizione.
Il rene è un organo escretore capace di svolgere anche un'importante funzione regolatrice:
- regola la concentrazione nei liquidi corporei di Na+(sodio), K+(potassio), Cl-(cloro), HCO3-(carbonato), PO4---(fosfato), Ca++(calcio), glucosio, aminoacidi, acido urico, urea;
- partecipa al mantenimento dell'equilibrio acido-base ovvero di un adeguato grado di acidità del sangue;
- regola il volume dei liquidi corporei mediante meccanismi che permettono il recupero e l'eliminazione di acqua con conseguente escrezione dell'urina.
- svolge importanti funzioni endocrine mediante la secrezione di renina (controllo pressione arteriosa), eritropoietina (formazione e la maturazione dei globuli rossi) e interviene nel rapporto dell'assorbimento tra concentrazione di vitamina D e calcio.
Come si misura la funzione renale?
La funzione del rene si valuta comunemente con i seguenti parametri: azotemia e creatininemia.
Ma in realtà, il riferimento più semplice (e più comune) per misurare la funzione renale è la determinazione del volume del filtrato glomerulare che, nell'adulto, è indicativamente di 100 - 120 millilitri (centimetri cubi)
al minuto. Con un termine tecnico lo si indica come clearance glomerulare, che può essere calcolata in vari modi e impiegando diverse sostanze.
Per quella di impiego più corrente si utilizza come sostanza di riferimento la creatinina, sostanza fisiologicamente prodotta dai muscoli ed eliminata dal rene. I suoi valori normali nel sangue sono nell'adulto sano di 0,8 - 1,2 mg/dL ed aumentano in caso di danno renale di una certa entità. In pratica, si considera il valore della clearance della creatinina
come corrispondente a quello del filtrato glomerulare. Il calcolo diretto viene fatto tenendo conto della concentrazione
della creatinina nelle urine e nel sangue e della diuresi/minuto (in genere calcolata sulla raccolta delle urine di 24 ore).
In alternativa alla metodica che richiede la raccolta delle urine, una stima della clearance della creatinina può essere ottenuta facilmente con formule matematiche che si basano sul valore della creatininemia e su dati anagrafici e fisici del paziente (si parla in questo caso di clearance stimata della creatinina o di stima della filtrazione glomerulare).
Tra le numerose formule che sono state sin'ora proposte, quelle di Cockcroft e Gault e del MDRD (dalle iniziali di un grande studio sulla dieta nelle malattie renali) sono attualmente più in uso.
Il valore normale della clearance della creatinina, superiore a 80 ml per minuto nella donna e a 90 - 100 ml per minuto nell'uomo, tende a diminuire dopo i 50 anni (la massa e la funzione renale tendono a ridursi progressivamente con l'età).Tali
modificazioni funzionali non sembrano essere legate solo al processo di invecchiamento, ma anche all'elevata prevalenza in età geriatrica di patologie croniche quali ipertensione arteriosa, diabete mellito e scompenso cardiaco.
In presenza di una malattia renale, quando si verifica una riduzione della quantità di tessuto renale funzionante, un aumento della funzione del tessuto residuo compensa inizialmente la perdita funzionale e i valori della clearance
della creatinina tendono, almeno entro certi limiti, a mantenersi normali. Questa iperfunzione compensativa, inizialmente utile, determina un sovraccarico delle unità ancora funzionanti del rene, i nefroni, e quando è eccessiva, anziché utile, può diventare dannosa, in quanto alla lunga li danneggia.
Il danno da iperfunzione si verifica soltanto per riduzioni della massa nefronica molto importanti, approssimativamente oltre il 50%.
Nel corso delle malattie renali, che determinano perdite molto importanti della massa nefronica, l'iperfunzione può invece essere molto marcata così da indurre lesioni dei nefroni. Queste lesioni costituiscono allora un fattore di accelerazione
della progressione dell'insufficienza renale. Con diete e farmaci siamo attualmente in grado di contrastare questi fenomeni.
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